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Vienna: l’Hofburg

Chi visita Vienna sa di dover fare i conti con la sua austerità architettonica, in particolare per quanto concerne gli edifici di epoca imperiale. Il disomogeneo emiciclo di palazzi storici dell’Hofburg, sebbene non tradisca questo tipo d’aspettativa, può tuttora essere considerato una delle attrattive principali, per chi cerca traccia dello stile imperiale viennese. Musil si fa interprete, nel suo romanzo “L’uomo senza qualità”, di codesto stile, descrivendo il palazzo imperiale di Hofburg in questi termini: “Si rese conto di camminare in un grande edificio con scarso contenuto; le sale erano quasi prive di mobili, ma questa sensazione di vuoto non aveva il carattere della grandiosità.”. Questa “grandiosità” il visitatore più attento non la percepirà neanche di fronte al seppur sontuoso Shonbrunn, una sorta di Versailles fin troppo austera. L’Hofburg, in principio piccola fortezza, oggi ospita musei, uffici, ambasciate e abitazioni. La Michaelerplatz (Piazzale san Michele) è la piazza circolare su cui si affaccia il complesso di edifici, compreso il Palazzo imperiale con i suoi 2500 ambienti, residenza degli Asburgo dal 1283 al 1918, il cui portale è caratterizzato da un gruppo scultoreo di figure che mostrano le imprese di Ercole. La neoclassica chiesa di San Michele (Michaelekirche), un tempo parrocchia di corte, accudisce nella cripta le spoglie di numerosi aristocratici del XVII sec. Attualmente il Palazzo Imperiale è sede di musei e mostre. Le sue sale del tesoro espongono le auree insegne sacre dell’Impero austriaco, oltre a vari cimeli preziosi di valore incalcolabile: da corone, scettri, gioielli, spade e sciabole a crocefissi aurei, candelabri, calici e vari arredi d’altare. Al di là dell’emiciclo troviamo un cortile quadrangolare racchiuso da edifici in stile rinascimentale e barocco che attorniano la statua bronzea di Francesco I, proclamatosi imperatore nel 1804. La statua è circondata da altre quattro rappresentazioni bronzee: la Forza, la Pace, la Fede, la Giustizia. L’ala Leopoldina (Leopoldinischertrakt) che ospitava al piano terra il corpo di guardia reale, oggi è la residenza ufficiale del presidente della Repubblica austriaca. Attraverso un sottopassaggio è possibile accedere dall’ala Leopoldina a Piazza degli Eroi (Heldenplatz), ormai ridotta a parcheggio. Sull’Heldenplatz si affaccia il Neue Burg, completato nel 1913 e realizzato nel periodo di decadenza dell’impero asburgico. Da uno dei suoi colonnati posti sul terrazzo centrale, Hitler nel 1938 proclamò ai viennesi l’annessione dell’Austria alla Germania. Oggi il Neue Burg è sede della Biblioteca Nazionale austriaca nel cosiddetto Prunskaal (salone dalle pareti in legno) e dei seguenti musei: museo di Efeso, etnologico, musicale. La grande biblioteca barocca è dotata di una collezione di oltre due milioni e mezzo di libri, tra cui i volumi personali del principe Eugenio, manoscritti dei monasteri etc. Heldenplatz favorisce l’ingresso al Volksgarten, un vasto parco e giardino, dove si possono ammirare durante la passeggiata la statua dell’imperatrice Elisabetta, il Tempio di Teseo, nonché le statue di alcuni artisti quali il poeta F. Grillparzer. Il Burtgarten, invece, venne ricavato in seguito all’abbattimento (a sfregio) da parte di Napoleone delle resistenti mura cittadine, trasformando l’area in un parco con svariati tipi di piante e particolari serre realizzate dall’architetto Judenstil. Proseguendo nel parco verso la Ringstrasse ci potremo imbattere nella celeberrima statua di Mozart, realizzata da V. Tilgner. L’Hofburg comprende anche la cosiddetta Albertina, un palazzo che custodisce una collezione mastodontica di stampe, fotografie, acquarelli e disegni (di Durher, Michelangelo, Rubens, Picasso…) Un’occhiata al Maneggio d’Inverno, per gli interessati, sarà l’occasione per ammirare la Scuola d’Equitazione Spagnola, voluta dagli Asburgo, di fronte alla quale sorge il rinascimentale Stallsburg, sede del Museo Lipizzano, con scuderia annessa. La razza dei celebri cavalli Lipizzani fu ottenuta dall’incrocio tra cavalli arabi, berberi e spagnoli per poter esaltare grazia e resistenza. 22 agosto 2007 Gi.Lap.


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