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Roma. L’Isola Tiberina

L’artista Giovan Battista Piranesi ritrasse nel suo aspetto settecentesco l’isola su cui, oggi, sorge l’ospedale Fatebenefratelli di Roma e che già in epoca romana venne destinata a ricovero per malati, dopo una tragica epidemia di peste: è l’isola Tiberina. E’ a breve distanza dal Portico d’Ottavia, dal Teatro Marcello e dal Ghetto Ebraico, sul fiume Tevere, che la storica isola di Roma forma un guado naturale del fiume, che ha avuto un ruolo fondamentale per l'espansione della capitale. Il suo nome è legato a diverse leggende sull'origine di Roma. A causa delle sue oscure origini, l'isola era considerata dai romani un posto di cattivo presagio, fino a quando non vi fu costruito un tempio. Prima si evitava anche soltanto di recarsi sull'isola, che venne destinata ad accogliere i criminali, condannati a passarvi il resto della loro vita. Due sono i ponti che la congiungono col resto della città: il Ponte Fabricio, risalente al 62 a.C. e il Ponte Cestio, del 46 a.C. Nel I sec. a.C. si decise di abbellirla e attribuirle la caratteristica forma di nave, avendo avuto per secoli la funzione di “traghettare” i viandanti da una sponda all’altra del Tevere. Il suo suolo venne lastricato con del marmo travertino bianco, che le conferiva l’aspetto metafisico che le è proprio. In tempi recenti, a testimonianza di quanto possano cambiare le cose, perfino un campo da golf può ricoprire di verde sintetico il bianco travertino e dalle cascate del Tevere riemergono, purtroppo, i resti dell’attuale inciviltà e incuria! L’isola continuò ad onorare la sua funzione di ricovero anche durante un’epidemia scoppiata nel XVII secolo, fungendo da luogo di quarantena per gli appestati. I corpi dei defunti vennero portati con delle imbarcazioni dall’isola fino al mare, per poter riservare ad ognuno degna sepoltura nelle acque del Tirreno. L’ospedale, che ne occupa attualmente il suolo, fu costruito durante il Rinascimento ed è gestito da un Ordine religioso, che durante la deportazione degli ebrei – in piena II Guerra Mondiale - permise a molti di questi di rifugiarvisi, facendoli passare per malati. Gi. Lap. 17 settembre 2007


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