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Roma. L’Aventino

Dapprima l’Aventino fu il colle di Roma in cui si relegavano i prigionieri, poi fu la sede prediletta dalla plebe che si alleò con i popoli italici contro l’aristocrazia romana. Fu verso la fine della Repubblica che il popolo romano si spostò verso i mercati di Trastevere e abbandonò definitivamente il colle, che venne, di conseguenza, preso d’assalto dalle famiglie romane più ricche. Sull’Aventino sono stati ritrovati i resti di antiche abitazioni aristocratiche, considerando che personalità quali Vitellio, Traiano e Adriano vi si stabilirono con le loro residenze. Ma anche Ottone ne fece una sua roccaforte e anche della sua immensa tenuta oggi è possibile ammirare i resti portati alla luce dagli scavi. Alarico a capo dei Goti saccheggiò il colle, proprio per la sua fama di residenza nobiliare, che col tempo si era diffusa ovunque. Fu nel 410 che, raso al suolo dalla devastazione barbara, l’Aventino dovette rinascere sotto una nuova veste. Vi si realizzarono, infatti, soltanto chiese, quali Santa Sabina, Santa Prisca e Santa Balbina. Santa Sabina venne fondata da Pietro d’Illiria nel V secolo, probabilmente sui resti di una casa romana appartenente a una matrona che si chiamava Sabina, anche se la tradizione ne associa il nome alla martire omonima. Restaurata nel Novecento, oggi si può ammirare nel suo aspetto originario paleocristiano. Santa Sabina ha in un alto e antico portale del V secolo, in legno di cedro intagliato, il suo pezzo di maggior pregio, oltre ad un atrio del Duecento con alcuni sarcofaghi. I riquadri della porta lignea raffigurano scene dell’Antico e Nuovo testamento contornate da viticci e animaletti e le ampie finestre attenuano l’oscurità e la sobrietà della chiesa medievale, privata degli ornamenti barocchi. Sant’Alessio risale ad un’epoca anteriore al Duecento, con una cripta romanica abbellita da un altare e da affreschi del XII secolo. La bellezza di queste chiese trova il suo apice nei chiostri interni, ben curati e abbelliti da giardini e da capitelli di spoglio, come del resto molte delle colonne ornamentali dei porticati ecclesiastici.Un colle storico di Roma, da sempre meta di personalità illustri di ogni tipo, in particolar modo artisti, l’Aventino offre oggi uno squarcio di Roma dall’alto, tale da contendere il primato alla stessa veduta panoramica gianicolense. Se poi si cerca un ristoro nel verde conviene recarsi nel cosiddetto Giardino degli Aranci in cui sono proprio questi alberi coi loro frutti a dominare la scena. Dalla serratura di un possente portale è possibile, inoltre, intravedere la cupola di San Pietro, con grande meraviglia di chi compie da anni questo immancabile rito. 24 settembre 2007


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