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Area Scienza, Storia
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Roma e il verde. Villa Doria Pamphili Villa Doria Pamphili, insieme a Villa Ada, è oggi una delle aree più estese del verde pubblico urbano (circa 9 kmq) della capitale, un tempo di proprietà della grande famiglia aristocratica che le conferisce il nome (Panfilo Pamphili ne fu il proprietario). Divenuta nella seconda metà del Novecento di proprietà dello Stato e del Comune, è stata da allora in parte valorizzata e recuperata per poi essere aperta al pubblico. Ancora oggi una vasta area all’interno della Villa è abbandonata a se stessa e necessiterebbe di interventi di riqualifica, considerando anche i recenti sfregi che il parco ha dovuto subire, tra cui un incendio estivo e, appena ieri, la decapitazione delle statue che ornano la bellissima fontana della Venere, prospiciente un altrettanto stupefacente palazzo secentesco. Vi si giunge attraverso il Viale del Teatro, alla fine del quale ci si trova dinanzi una grotta artificiale scavata nella roccia e delle sculture di divinità marine, accanto alla fontana di Cupido. E’ forse questo il punto più spettacolare della Villa, che coglie quasi di sorpresa il visitatore, dopo una lunga passeggiata, immerso nel verde degli alberi e dei prati. La parte decorativa della villa venne affidata nel Seicento ad Alessandro Algardi, il quale realizzò, più a valle, due fontane: la Fontana della Lumaca e la Fontana del Giglio. Oltrepassate tre cascate ornamentali ci si ritrova davanti ad un laghetto. A Villa Doria vennero sepolti i caduti francesi del 1849, anno in cui vi si combattè la sanguinosa battaglia per la difesa della "Repubblica romana". Le truppe francesi di Napoleone III occuparono Villa Corsini, allora alla periferia ovest di Roma e le truppe garibaldine tentarono invano di respingerle. Villa Doria ha una sua storia ed è interessante scoprirne le tracce, ma altrettanto suggestivo e spettacolare appare il suo aspetto naturalistico, in quanto i nobili che la abitarono vi fecero realizzare un giardino con ogni sorta di pianta, albero o fusto, provenienti anche da altri continenti. La passeggiata tra pineta e giardini riserva la sorpresa di un percorso botanico già predisposto al fine di poter leggere nome, genere e specie di ogni pianta, riportato su di un cartello apposito. La chiusura dei cancelli del grande parco romano avviene verso l’ora del tramonto e data la sua estensione conviene sempre dare un’occhiata all’orologio. Molte le manifestazioni che si tengono d’estate nell’area verde, per lo più frequentata da famiglie e amanti del jogging o del relax.
23 settembre 2007
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