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Madrid. Palacio Real

Madrid offre al visitatore due tappe d’obbligo: una è il museo del Prado, l’altra è sicuramente il Palacio Real, in stile rinascimentale e neoclassico, ultimato nel 1764 dal torinese G.B. Sacchetti.

Quando Madrid venne individuata come capitale nel 1561 da Filippo II, il Palacio costituiva ancora una fortezza posta su un promontorio che si affacciava su Rio Manzanares. Un incendio nel 1734 indusse Filippo V a trasformarlo da fortezza a palazzo, anche se fu solo Carlo III di Borbone a poterne inaugurare il nuovo uso, con tutti gli sfarzi e l’aura di grandezza propria della famiglia reale di Spagna. L’austera e semplice facciata principale, col pianterreno ornato da colonne e capitelli in stile corinzio, fa da contrappunto alle esagerazioni del tardo-Barocco degli interni, iperdecorati in perfetto stile Rococò.

La visita del Palacio comincia in prossimità della Grande Scalinata, una doppia scalinata in marmo, ornata da colonne, attraverso cui si accede al fastoso primo piano. Archi e finestre circolari sostengono il soffitto a cupola, inghirlandato in bianco e oro da cherubini e ornamenti.

Il Salon de Alabarderos (gli alabardieri erano le guardie reali) si presenta arredato con arazzi settecenteschi, ritraenti episodi biblici delle vite di Salomone e Davide. Segue il Salon de Columnas (Salone delle Colonne), allestito a sala per il banchetto reale, ornato di busti imperiali romani e bronzi cinquecenteschi, da cui si fa ingresso agli appartamenti borbonici, dimore dei reali. Saleta de Gasparini (Sala Gasparini, dal nome dell’artista napoletano che la realizzò) presenta cornici dorate, specchi e lampadari in uno stravagante stile Rococò.

400 pannelli di porcellane verdi e bianche, finemente decorati con ghirlande e cherubini, furono allestiti per rivestire completamente la Sala de Porcellana, su richiesta di Carlo III.

Primeggia su tutte nel Palazzo, per grandiosità e sfarzo, la Sala da Pranzo di gala, in cui un lungo tavolo per 145 persone è apparecchiato con porcellane a finimenti d’oro, il cui splendore è esaltato da 15 lampadari decorati, arazzi e affreschi. Tale magnificenza di sala è tuttora in uso durante i pranzi ufficiali di gala dei Borboni.

A seguire abbiamo una serie di stanze dedicate ai ventagli, agli orologi e alle argenterie come si deve a ogni palazzo reale che si rispetti, compresa la Capilla Real del 1757, con statue e dipinti di santi di Giaquinto. All’interno del mastodontico complesso di 2000 stanze non poteva mancare una Sala del Trono, in cui si possono ammirare due troni dorati e scarlatti, coi profili intagliati, posti su di un piano rialzato e una pinacoteca con un dipinto di Velasquez incompiuto, dedicato ai reali.

300.000 sono i libri custoditi dalla Biblioteca Real, tra cui mappe, incisioni, e strumenti musicali del Rinascimento. Numerose anche le armature, tra cui quelle di Carlo V e Filippo II, esposte nella Armeria Real, a cui si accede attraverso la cosiddetta Plaza de la Armeria. L’Armeria contiene anche armature per i bambini della famiglia reale, i quali dovevano imparare a sopportare gradualmente addosso un peso pari a 40 kg di metallo.

Non meno importante è la Farmacia, con le giare in ceramica Talavera e numerosi contenitori di erbe di cui usufruiva la Famiglia Reale.

Attualmente Juan Carlos di Borbone e i reali di Spagna non abitano più nel Palacio Real, ma ne usufruiscono in occasione di visite di Stato o di eventi e cerimonie ufficiali.

Gi.Lap.

25 agosto 2007


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